Un flm che lascia poco spazio alla speranza. Servillo come sempre all'altezza, Bello
Busu è un vecchio signore a cui piace raccontare storie. Seduto
nell'ufficio postale della sua città intrattiene gli avventori, qualcuno
appassionato, troppi distratti. Più di tutti ama riferire l'avventura e
la sventura della famiglia Ciraulo, colpita al cuore da un lutto.
Nicola, il capofamiglia, recupera ferrame dalle navi in disarmo in
compagnia del vecchio padre e del figlio. Dentro una casa modesta lo
aspettano ogni sera la madre, la moglie e l'adorata Serenella che un
proiettile vagante, esploso durante un regolamento di conti, uccide
tragicamente. Inconsolabile, Nicola ritrova improvvisamente senso e
speranza inseguendo la possibilità di un risarcimento, legittimo
riconoscimento dello Stato alle vittime della mafia. Tra debiti e
ingorghi burocratici, i Ciraulo provano a immaginare quale desiderio
potrebbe appagare la loro ‘fame' atavica. Liquidati finalmente decidono
intorno al tavolo di investire il capitale ormai ridotto in
un'automobile, la più bella che si sia mai vista in città. Ma quella
Mercedes, ‘presidenziale', luccicante e benedetta con acqua santa e
segno della croce, finirà per diventare il simbolo della tracotanza e di
una violazione che gli ‘dei' non mancheranno di punire.
(Mymovies)
Un film di Daniele Ciprì.
Con Toni Servillo, Giselda Volodi, Aurora Quattrocchi, Benedetto Ranelli, Alfredo Castro.